Sviluppo Infantile

Un particolare poco noto su Charles Darwin e... lo sviluppo infantile
A cura della D.ssa Liliana Jaramillo

   Pochi sanno che il grande naturalista inglese Charles Darwin era anche un padre molto orgoglioso ed anche (ovviamente) molto curioso: quando infatti nacque il suo primo figlio, Doddy, Charles cominciò a raccogliere degli appunti su come si sviluppava il bimbo nel tempo.

   Questi appunti, pubblicati poi nel 1877, furono i primi studi a richiamare l’attenzione della comunità scientifica sulla natura dello sviluppo del comportamento infantile.

   Alcune delle domande che si poneva Darwin (le stesse che si pongono gli scienziati oggi) erano:

Con quali capacità nascono i bimbi?

In che modo scoprono il mondo?

Come comunicano a livello inizialmente non verbale e poi verbale?

   Nei suoi appunti, Darwin ci presenta la maniera in cui la coordinazione dell’attività fisica e mentale del lattante lo aiuta ad adattarsi al mondo, come si può desumere da questa osservazione fatta quando Doddy aveva 4 mesi:

   “Si portò il mio dito alla bocca, e, come sempre, non riusciva a metterlo in quanto il movimento gli riusciva difficile; poi fece scivolare la mano verso dietro e riuscii a portarselo alla bocca. Questo non si deve al caso, per cui è un tipo di ragionamento”.

   Quando Doddy, ai 4 mesi e mezzo, si vide con suo padre in uno specchio, Darwin si rese conto che “il bimbo sembrava sorpreso per il fatto che la mia voce venisse da dietro di lui, mentre la mia immagine stava di fronte”.

   Due mesi dopo, Doddy aveva risolto il mistero: quando suo padre, che stava in piedi dietro di lui, fece una smorfia graziosa nello specchio, il “bimbo era cosciente che quell’immagine non era reale e pertanto voltò il capo per guardare”.

   E’ incredibile pensare che Darwin realizzò queste osservazioni più di 160 anni fa, in un’epoca in cui le capacità intellettive dei lattanti erano ampiamente sottovalutate.

   Ora invece sappiamo – come Darwin notò a partire dalle osservazioni di Doddy – che i lattanti normali e sani nascono con la capacità di apprendere e ricordare, così come con la capacità di acquisire ed utilizzare il linguaggio. Si servono delle proprie crescenti capacità sensoriali ed intellettive per esercitare controllo sul proprio comportamento e sull’ambiente che li circonda.

 

©Liliana Jaramillo 2009