Sviluppo Infantile

Cosa ci può insegnare l’antropologia sullo sviluppo infantile?
A cura della D.ssa Liliana Jaramillo

   Una delle influenze maggiori sullo sviluppo infantile è quella rappresentata dalla cultura.

   Ma cosa si intende esattamente per cultura?

   Spesso ci riferiamo a questa parola in senso “accademico”, intendendo l’insieme di conoscenze di una persona o il patrimonio artistico o storico di una comunità.

   In antropologia, per cultura si intende invece il modo di vivere di una determinata società o gruppo. La cultura quindi comprende:

  1. Costumi;
  2. Tradizioni;
  3. Credenze;
  4. Valori;
  5. Linguaggio;
  6. Prodotti fisici (da strumenti di lavoro ad opere artistiche).

In sostanza per cultura si intende l’insieme di condotte ed attitudini apprese, condivise e trasmesse tra i membri di un gruppo sociale.

Perchè è tanto utile conoscere le altre culture in realzione allo sviluppo infantile?

Semplicemente perchè la conoscenza delle altre culture relativamente alle loro pratiche di educazione dei bimbi ci aiuta a:

Comprendere meglio i nostri stessi stili educativi;

Ricavare delle possibili idee su come migliorare la quantità e qualità degli stimoli che diamo ai nostri bambini nei loro primi anni di vita.

Ti faccio un esempio pratico: una delle antropologhe che personalmente ammiro di più è senz’altro Margaret Mead, che nel 1928, condusse delle ricerche molto interessanti sull’adolescenza a Samoa (Pacifico).

Queste ricerche smentirono completamente uno dei luoghi comuni della psicologia dello sviluppo in Occidente: cioè che l’adolescenza dovesse essere necessariamente un periodo di cambi bruschi e ribellioni.

A Samoa (almeno fino all’arrivo massiccio degli occidentali) il passaggio dall’infanzia all’adolescenza avveniva “naturalmente” senza tutti i traumi che invece sperimentano gli adolescenti in Occidente.

Queste ricerche di tipo antropologico sono molto importanti, perchè rivelano quali condotte o pratiche educative sono tipiche di una certa cultura e quali invece sono universali.

Come scriveva la stessa Margret Mead “Mi sono recata a Samoa –come in altre società in cui poi ho lavorato- per conoscere di più sugli altri esseri umani, esseri umani uguali a noi in tutto, eccetto che per la propria cultura. A causa di fortuiti episodi storici, queste culture si sono sviluppate in modo tanto diverso dalla nostra che conoscerle ci aiuta a gettare luce su noi stessi, sulle nostre potenzialità  e sui nostri limiti”.

Questo anche per ciò che riguarda il tema che ci sta più a cuore come genitori: quello dello sviluppo e stimolazione infantile.

©Liliana Jaramillo 2009