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Il cervello di un bimbo prematuro...
otto anni dopo
A cura della D.ssa Liliana Jaramillo
Com’è il cervello di un prematuro a 8 anni di età? Ci sono differenze rispetto a quello dei bimbi nati a termine oppure no?
A queste domande ha cercato di rispondere uno studio condotto presso l’Università americana di Yale e pubblicato nel 2000 sulla rivista JAMA.
Ecco cosa hanno scoperto i ricercatori...
In base ad esami di risonanza magnetica condotti dal Dr. Bradley Peterson, professore di radiologia, si è osservato che il cervello dei bimbi prematuri (soprattutto quelli nati con prematurità grave) poteva presentare riduzioni di massa tra l’11 ed il 35% rispetto a quello di bimbi nati a termine.
Altre differenze riscontrate furono quelle relative al sistema ventricolare, i gangli basali, il corpo calloso, l’amigdala e l’ippocampo, oltre che alcune zone della corteccia di entrambi gli emisferi.
Cosa significa tutto questo?
Per citare il Dr. Peterson: “Quanto maggiori sono le differenze soprattutto nella zona della corteccia, tanto più basso sarà il QI (quoziente intellettivo) del bimbo”.
Ed in effetti questo è provato dal fatto che sopratutto la prematurità grave è causa di problemi di apprendimento a scuola.
Come osserva la pediatra e neurologa americana Laura Ment, che ha realizzato osservazioni sullo sviluppo intellettivo dei bimbi nati prematuri a distanza di tempo, più del 50% dei prematuri gravi ha bisogno di insegnanti di sostegno a 8 anni di età ed un 20% di questi ha dovuto ripetere un anno scolastico.
Lo studio conclude che è necessario individuare per tempo eventuali anomalie di sviluppo e porvi rimedio.
Questo è non solo possibile, ma anzi necessario per garantire a questi bimbi una buona qualità di vità.
Fortunatamente, il cervello dei bimbi prematuri è estremamente plastico. Ed è quindi estremamente sensibile a qualunque stimolo ambientale.
Per questo è essenziale comprendere quali aree dello sviluppo hanno più bisogno di essere rafforzate e fornire al bimbo degli stimoli adeguati in modo che possa crescere correttamente dal punto di vista fisico e psicologico.
©Liliana Jaramillo 2009
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